In questo video, Elias Artista introduce la terza tappa del viaggio dell’Archilogon, dedicata alla parola chiave “Metafisica”. Il racconto esplora la prospettiva pitagorico-platonica della disciplina, illustrando le quattro dimensioni della conoscenza: il Mondo Sensibile, il Pensiero, il Linguaggio e la celebre quarta dimensione: il Mondo Intelligibile. Attraverso le riflessioni di Paul Natorp, Giovanni Reale, Ernst Cassirer e Bertrand Russell, il video mostra come la Metafisica, intesa come “Scienza della Logica”, indaghi una realtà non empirica ma “sussistente”. Ciò conferma quanto scritto da Platone nel dialogo sulla Linea Divisa, dove si evidenzia la Relazione Formale di Opposizione archetipica tra il Mondo Sensibile e il Mondo Intelligibile.
Archilogon - La chiave della Logica Sintetica. Un progetto di Elias Artista.
Bibliografia
Opere citate
- Paul Natorp, La Dottrina platonica delle Idee - Una introduzione all'Idealismo, Vita e Pensiero, Milano, 1999, p. 506.
- Ernst Cassirer, Sostanza e Funzione – Sulla Teoria della Relatività di Einstein, La Nuova Italia, Firenze, 1973, p. 392.
- Giovanni Reale, Storia della Filosofia antica, Vol II, Vita e Pensiero, Milano, 1988, p. 404.
- Bertrand Russell, “L'importance philosophique de la Logistique“, in Revue de Métaphysique et de Morale, T. 19, No. 3, Presses Universitaires de France, Parigi, 1911, pp. 288-290.
Trascrizione del video
Benvenuto nella terza tappa del nostro viaggio, viandante. La parola chiave che ci guiderà in questo percorso è Metafisica. Come abbiamo accennato nel capitolo Caos, la definizione del termine e i limiti ascritti a questa disciplina sono tuttora oggetto di dibattito.
Noi ci occuperemo qui della Metafisica pitagorica e platonica, i cui presupposti troviamo ben espressi da Paul Natorp: "Secondo Platone, la 'legge del logico' è anteriore all'Essere, è al di là dell'Essere. Questo è l'ABC dell'Idealismo." Ciò è perfettamente in linea con il pensiero di Hegel, che definisce la Metafisica come la "Scienza della Logica". Questa delimitazione del perimetro della Metafisica come studio della "Logica Pura" esclude qualsiasi elemento empirico, mettendo fuori gioco gran parte delle interpretazioni moderne.
Il nostro racconto prende le mosse da un diagramma. Il disegno ci mostrerà in tempo reale lo stato delle nostre acquisizioni e ci accompagnerà per tutta la narrazione, aiutandoci a contestualizzare le idee espresse, con l'avviso che nessun concetto proposto troverà collocazione al di là di esso.
Questa è la rappresentazione del nostro spazio mentale, la struttura formale che relaziona e rende significanti i concetti che abbiamo acquisito nel corso del tempo. Ciò che esorbita da questo diagramma rappresenta per noi l'"incomprensibile".
Il rimando è ovviamente alla differenza tra "Sapere" e "Comprendere" che abbiamo formulato nel prologo: tutto ciò che non è collocato all'interno del diagramma può darsi che noi lo si "sappia", ma ancora non lo si "comprenda".
Non conoscendo il nostro interlocutore, a volte saremo costretti a figurarci la sua mente come una tabula rasa. Chi ha poca pratica filosofica sarà più svantaggiato nella comprensione iniziale dei singoli concetti, ma più avvantaggiato nell'accogliere la struttura generale. Un erudito invece incontrerebbe maggiori difficoltà, perché il nostro schema potrebbe confliggere con quanto già codificato, e i termini, attinti da tradizioni differenti, potrebbero possedere per lui differenti sfumature di significato.
La Gnoseologia, la disciplina che studia il problema della conoscenza, indaga il rapporto tra questi tre ambiti: Uno: il Mondo Sensibile e i suoi Fenomeni, ossia la dimensione che noi percepiamo attraverso i sensi, e che siamo stati educati a definire "mondo reale". Due: il Pensiero e i suoi Concetti, la dimensione mentale e interiore che produce una rappresentazione astratta della realtà. Tre: il Linguaggio, la dimensione simbolica che cerca di esprimere attraverso Segni le rappresentazioni mentali, allo scopo di condividerle con altre coscienze.
Queste sono le tre dimensioni di base della conoscenza, tre ambiti che si nutrono di scambi reciproci, e si modellano a vicenda, incessantemente, poiché anche i Segni, grazie al loro aspetto sensibile, diventano Fenomeni capaci di produrre ulteriori rappresentazioni. La Filosofia si è sforzata di comprendere quale fosse il meccanismo di interazione tra queste tre dimensioni, e le scuole di pensiero si sono divise in base alla preminenza accordata a ciascuna di esse.
Semplificando all'estremo, potremmo dire che la prima sfera è oggetto di studio delle Scienze; la seconda sfera è oggetto di studio della Psico-Logica, la terza sfera è oggetto di studio della "Semio-Logica". Indicheremo con il termine "Psico-Logica" e "Semio-Logica" due ambiti che non vanno confusi con le discipline storiche della Psicologia e della Semiologia, e i loro tradizionali sviluppi. Ad esempio, assoceremo qui Kant alla "Psico-Logica", intendendola come studio del Pensiero dal punto di vista filosofico.
Agli albori della Filosofia, il quadro gnoseologico che abbiamo appena esposto era però arricchito da una quarta dimensione: il cosiddetto "Mondo Intelligibile", o "Mondo delle Idee-Forme", una dimensione collocata al di là della percezione sensibile ma postulata dal pensiero.
La disciplina che si è occupata dello studio di questa quarta dimensione è, in termini molto generali, chiamata "Metafisica", in antitesi alla Fisica, la "regina" delle scienze che studiano il Mondo Sensibile. Giovanni Reale definisce la Metafisica in questi termini: "La Metafisica si occupa delle realtà che stanno al di sopra di quelle fisiche, delle realtà 'transfisiche' o 'soprafisiche', e come tale si oppone alla Fisica. E col termine 'Metafisica' fu denominato, definitivamente e costantemente, sulla scorta di quello aristotelico, ogni tentativo del pensiero umano di sorpassare il mondo empirico, per raggiungere una realtà 'meta-empirica'."
Per penetrare la logica che informa questo racconto, ti chiediamo di limitarti, per lo meno in fase iniziale, ad osservare e interiorizzare la disposizione grafica dei concetti espressi. Questa disposizione non è né casuale né alterabile, poiché scaturisce da una visione sistemica, in cui ogni dettaglio è parte funzionale di un'architettura. Le relazioni di opposizione che esprime, verranno a chiarirsi in modo discorsivo lungo il corso dell'indagine.
Dal punto di vista moderno, mentre Pensiero e Linguaggio sono due dimensioni indiscutibilmente prodotte dall'attività umana, è comune l'idea che la dimensione del Mondo Sensibile esista al di là della nostra percezione individuale. Questo perché la comparazione fra le molteplici risposte sensoriali umane ci restituisce l'immagine di un mondo solidamente condiviso.
La questione non si pone in modo altrettanto evidente per il Mondo Intelligibile, la cui oggettività e autonomia nei confronti della sfera del Pensiero è stata rigettata per via della sua "non-esistenza", e di conseguenza dell'impossibilità di indagarla attraverso gli strumenti della Scienza. Definiremo questo peculiare stato di "non-esistenza" indicandolo col termine "sussistenza".
Bertrand Russell ci dice in che modo il pensiero arrivi spontaneamente a dedurre questo "stato di sussistenza" degli oggetti logici e matematici: "La conoscenza umana è di due tipi: c'è la conoscenza dei fatti 'particolari' che permette di affermarne l'esistenza, e c'è la conoscenza delle verità logiche. Nella pura percezione si trova solo la conoscenza dei fatti particolari, nella pura Matematica si trova solo la conoscenza delle verità logiche. La Logica e la Matematica ci costringono quindi ad ammettere una sorta di 'realismo', vale a dire ad ammettere che ci sia un mondo di verità universali che non si riferiscono direttamente a una determinata esistenza particolare. Questo mondo di universali deve 'sussistere', non esistendo nello stesso senso in cui esistono i dati particolari."
Mentre con il termine "inesistente", di uso comune, si intende un prodotto della fantasia, col termine "sussistente" viene indicato qualcosa di oggettivo che è collocato al di fuori della dimensione dello spazio e del tempo, e quindi impossibile da percepire, ma che è possibile rilevare attraverso un atto cognitivo particolare.
Come diceva Platone nel dialogo sulla Linea Divisa, il Mondo Sensibile e il Mondo Intelligibile sono dunque co-implicati in una relazione formale di Opposizione archetipica. Scrive Ernst Cassirer: "La ragione più profonda del fatto che il 'mondo esterno' e il 'mondo interno' vengano contrapposti fra loro come due realtà eterogenee risiede in un'analoga opposizione che viene ammessa fra 'esperienza' e 'pensiero'. La certezza dell''esperienza' viene considerata come completamente diversa da quella del 'pensiero', e come 'esperienza' e 'pensiero' sono separati nella loro origine lo sono poi anche nel particolare campo di 'oggetti' entro il quale ciascuno di essi ha un valore unico ed esclusivo."
Gli oggetti che popolano la dimensione intelligibile, le Forme, possiedono quindi uno status gnoseologico specifico, e sono, nell'ottica pitagorica e platonica, non-esistenti, ma assolutamente reali. Dal momento che la struttura della dimensione intelligibile non è mai stata storicamente formalizzata in modo inoppugnabile, essa viene declassata e ricondotta a forza nell'ambito della seconda sfera, la dimensione del Pensiero.
Per chi ritiene che "le prove" a monte di qualsiasi asserzione debbano risiedere nella loro evidenza sensibile, il Mondo Intelligibile è dunque un'illazione. Messo all'angolo, l'antico filosofo metafisico ribalta l'accusa: Qualsiasi asserzione sul Mondo Sensibile non è "vera conoscenza", poiché si focalizza su oggetti, i Fenomeni, destinati nel tempo a perdere i propri connotati di partenza, per poi dissolversi.
Nel prossimo video vedremo come entrambe le posizioni, nei loro rispettivi estremismi, siano errate. "Al Principio!"