In questo video, Elias Artista ripercorre il primo movimento di trasformazione della Filosofia Metafisica, dalle Forme ai Fenomeni. La Filosofia nasce nel solco dell'antica dottrina conosciuta come Sophia, che assume il Mondo Intelligibile come dimensione autonoma e sussistente. Il contenuto della Sophia viene poi laicizzata da Pitagora e raccolta in forma frammentaria, a seguito della diaspora dei Pitagorici, nei Dialoghi di Platone. Attraverso la frattura prodotta dal rigetto aristotelico dell’Idealismo Realista, Elias segue la parabola discendente della Metafisica: dalle riletture post-platoniche di Plotino, Giamblico e Proclo, fino alla trasformazione teologica operata dai monoteismi religiosi e alla rigidità della Scolastica, che separa fede e logica. Con l'Umanesimo e il Rinascimento il pensiero pitagorico-platonico tenta di riemergere tra tensioni e repressioni, rifugiandosi, per sopravvivere, in correnti esoteriche come l’Ermetismo, mentre pensatori come Nicola Cusano cercano di ricostruire il nucleo autentico della Logica Sintetica. Il percorso si chiude con il ritorno cartesiano della centralità della coscienza e la nascita della Psico-Logica, che Kant porterà a maturazione.

Archilogon - La chiave della Logica Sintetica. Un progetto di Elias Artista.

Bibliografia

    Opere citate

    Letture integrative

    Trascrizione del video

    La ricostruzione del Mondo Intelligibile come dimensione autonoma rappresenta il nucleo originario del pensiero filosofico dell’Occidente. La riflessione prende avvio dall’interpretazione di un contenuto antichissimo che, pur spesso attribuito all’Oriente, sembra affondare le sue radici in un patrimonio comune dell’umanità: il prodotto di una Logica Sintetica emergente da un processo di Deduzione Strutturale. Questa consonanza tra Oriente e Occidente è un tema che non potremo qui approfondire; alcune sue linee essenziali sono tuttavia esposte nell’opera seminale di Fritjof Capra, Il Tao della Fisica.

    Il contenuto della dottrina metafisica, inizialmente custodito da un’élite sacerdotale sotto il nome di Sophia, viene sottratto all’ambito cultuale e riproposto da Pitagora in forma laica, all’interno della prima comunità da lui fondata. La reputazione guadagnata da Pitagora pone le comunità filosofiche della Magna Grecia al centro di tensioni politiche: come racconta Giamblico, i Pitagorici diventano oggetto di aggressione, e i sopravvissuti ai massacri e alle devastazioni si disperdono.

    Una parte dell’antica dottrina scampa alla furia anti-pitagorica grazie agli scritti di Filolao di Crotone, giunti fortunosamente nelle mani di Platone. I Dialoghi, densi di allusioni, ne custodiscono frammenti; ma, alla morte di Platone, di Speusippo e di Senocrate, la dottrina—priva del suo nucleo logico, condensato in un diagramma gelosamente custodito e mai esposto pubblicamente—tende a dissolversi.

    Il Mondo delle Idee-Forme, a cui Platone allude in modo enigmatico, diventa così un oggetto misterioso e sfuggente: da accettare per fede, oppure da rifiutare nettamente. Il rigetto più emblematico dell’Idealismo Realista di Platone viene espresso da Aristotele, che nega che il Mondo Intelligibile possa sussistere al di là dell’individuo che lo pensa, rivendicandone un’origine umana. A suo dire, le Idee-Forme sarebbero l’esito di un processo di astrazione concettuale, con cui la mente tenta di ricondurre il Mondo Sensibile a categorie.

    L’emergere di una posizione antitetica all’Idealismo Realista, sulla scia di Aristotele, apre una lunga stagione ermeneutica: i testi platonici subiscono tentativi innumerevoli di esegesi, decostruzioni, integrazioni. Inizia così, ufficialmente, la parabola discendente della Metafisica all’interno della Filosofia. Scrive Ernst Cassirer: “Descrivere la lotta tra Platonismo e Aristotelismo in tutta l’estensione e la profondità dei suoi contrasti concettuali sarebbe fare la storia del pensiero moderno. Questo conflitto ha un peso determinante e decisivo fin nelle produzioni più originali della Filosofia moderna.”

    Occorrerà attendere secoli per ritrovare pensatori capaci di raccogliere e rilanciare lo spirito della Metafisica originaria. Plotino a Roma, Giamblico in Siria e Proclo ad Atene rielaborano il Mondo Intelligibile come sistema articolato, tentando di dedurre e formalizzare i fondamenti della Logica Sintetica. In questa ricostruzione si intrecciano fonti molteplici, insegnamenti orali, tradizioni parallele e reinterpretazioni simboliche, fino alla battuta d’arresto imposta dall’avvento delle religioni monoteiste.

    Con l’espansione del Cristianesimo, l’Unità metafisica—uno dei due Principi strutturali dell’antica dottrina—viene identificata con il Dio personale delle Scritture. I Padri della Chiesa convertono le Idee-Forme platoniche in attributi di un “Soggetto supremo”, trasfigurandole in senso antropomorfico. La Teologia, pur attingendo largamente al Timeo, opera un ribaltamento: da meccanismo impersonale dominato dalla Necessità, Ananke, la Realtà diventa l’esito di un progetto divino che promette ricompense ultraterrene ai fedeli. Il Medioevo è segnato da questo scarto, che trasforma la Metafisica in Religione.

    La Scolastica, frutto della tradizione aristotelica, fissa una frattura: da un lato la Teologia, dominio della fede e dell’autorità; dall’altro la Logica, ridotta a un meccanismo di pensiero binario fondato sui principi di Identità e Non-Contraddizione. La Filosofia viene costretta a muoversi entro questa cornice ristretta. Con l’Umanesimo e il Rinascimento si apre una nuova stagione: sotto l’influsso della cultura islamica e della mistica ebraica, alcuni filosofi cercano di rescindere l’identità tra la Monade metafisica e il Dio delle Scritture, generando tensione con l’ortodossia. La reazione ecclesiastica si irrigidisce, e pensatori come Amalrico di Bene o Giordano Bruno ne subiscono conseguenze drammatiche.

    Scrive Léon Robin: “Alla fine del XIV secolo e nel XV, si comincia a scuotere apertamente il ‘giogo tirannico’ di Aristotele e a cercare le rivelazioni di Platone. Firenze è il centro di questo risveglio. Presso Cosimo de’ Medici e sotto l’entusiastica influenza di Gemisto Pletone, si costituisce l’Accademia Platonica, di cui Marsilio Ficino sarà l’animatore e il maestro. Da allora la corrente non cesserà in effetti di ingrandirsi e di diversificarsi.”

    Quanto più il dominio della Chiesa sulla cultura si fa pervasivo, tanto più il pensiero pitagorico-platonico—portavoce dell’antica cultura pagana—viene stigmatizzato come deviante e quindi marginalizzato, costretto a svilupparsi in modo informale e sotterraneo, frammentandosi in dottrine esoteriche come l’Ermetismo. Alcuni pensatori autenticamente sintetici, come Nicola Cusano, adottano strategie più sottili: il concetto di dotta ignoranza gli consente di perpetuare la Metafisica pitagorica senza urtare frontalmente il dogma.

    Eppure la marginalizzazione, se da un lato garantisce la sopravvivenza del pensiero pitagorico e platonico, dall’altro ne indebolisce la disciplina logica: la Metafisica sopravvive in forma quasi fantasmatica, privata del suo fondamento—la Deduzione Strutturale—sostituita dall’intuizione mistica, dall’autorità dell’esegeta, dal riferimento ispirato. Cresce così l’insofferenza verso una metafisica percepita come irrazionale e dogmatica. Con Cartesio, lo Spiritus Rationalis si svincola dal dogma e torna a reclamare la centralità della coscienza umana: è il segnale di una nuova fase, la nascita della Psico-Logica, che Kant condurrà al suo culmine sistematico.

    Nel prossimo video esploreremo il secondo movimento, ossia lo spostamento dell’attenzione della Filosofia dai Fenomeni ai Concetti. “Al Principio!”

    Archilogon - La Chiave della Logica Sintetica