In questo video, Elias Artista ricostruisce il “quarto movimento” della Filosofia come passaggio, ancora in atto, dai Segni alle Forme: dalla reazione al formalismo scientifico (Husserl e il recupero del senso tramite il concetto di 'intenzionalità') fino alla svolta di Cassirer. Attraverso la teoria delle Forme Simboliche e, soprattutto, tramite "Sostanza e Funzione", Cassirer mostra come il simbolismo della scienza non sia solo un prodotto culturale, ma l’espressione di relazioni formali oggettive che rendono i dati intelligibili. Ecco riapparire all’orizzonte il Mondo Intelligibile pitagorico e platonico: il Simbolo non chiude la conoscenza nel linguaggio, bensì la spinge verso la Forma, riaprendo l’aspirazione idealistica a un’unità sintetica delle Forme. Il video mette a fuoco il limite di Cassirer: intuire l’autonomia delle Forme senza formalizzare pienamente la Logica Sintetica, trascurando il ruolo decisivo del diagramma come unico strumento in grado di rappresentare questa specifica modalità inferenziale spaziale e visiva.
Archilogon - La chiave della Logica Sintetica. Un progetto di Elias Artista.
Bibliografia
Opere citate
- Edmund Husserl, Ricerche logiche (1900–1901).
- Ernst Cassirer, Filosofia delle Forme Simboliche, vol. I, "Il Linguaggio", La Nuova Italia, Firenze, 1965, pp. 9-19.
- Ernst Cassirer, Sostanza e Funzione – Sulla Teoria della Relatività di Einstein, La Nuova Italia, Firenze, 1973, p. 162.
- Georg W. F. Hegel, La Fenomenologia dello Spirito (1807).
Letture integrative
- Donald Verene, The origins of the Philosophy of Symbolic Forms – Kant, Hegel and Cassirer, Northwestern University Press, Evanston, 2011.
- Hermann Lotze, Logica, ed. it. 2010.
- Heinrich Hertz, Die Prinzipien der Mechanik in neuem Zusammenhange dargestellt (1894)
Trascrizione del video
Nello scorso video ci siamo lasciati con la reazione di una parte della Filosofia al formalismo e alla Scienza, e con una disperata domanda di senso. Nella prospettiva di questo racconto, il quarto movimento della Filosofia è l'apertura del passaggio dai Segni alle Forme, ancora incompiuto e ancora in atto.
In risposta alla "freddezza" e alla "rigidità" della logica scientifica, Edmund Husserl prova a rilegittimare l'elemento del significato, attuando una "controspinta". Egli afferma che ogni azione umana ha in sé un telos, una finalità. Ogni atto di conoscenza costruisce forme dotate di senso e di valore. L'intenzionalità, il direzionare la coscienza verso qualcosa, coglie l'oggetto non isolato, ma come parte di un insieme di relazioni che comprendono anche il valore dell'oggetto in rapporto al soggetto che conosce. Si tratta di un tentativo di riconoscere come indispensabile per la Filosofia il recupero vitale del rapporto tra il Tutto e le sue Parti.
Nel Novecento, alcune correnti come la Fenomenologia, l'Esistenzialismo e la Decostruzione, nascono come reazioni anti-sistema che, nello spirito dello scetticismo moderno, smettono di concentrarsi sulle risposte per limitarsi a produrre domande incessanti. Molte reazioni al formalismo assumono forme aperte, dubitative: l'indagine non conclusiva sull'Essere, l'attenzione all'esperienza vissuta e le pratiche di decostruzione spingono la Filosofia verso l'incertezza e l'indefinito.
È su questo precario sfondo che si staglia il pensiero di Ernst Cassirer. Attraverso l'analisi del Simbolo, nel proporre un'interpretazione della storia culturale umana, Cassirer riapre la strada verso la dimensione intelligibile, così come qui stiamo provando a riformularla. Con il termine Forme Simboliche, Cassirer indica quattro espressioni culturali storicamente stabilizzate, attraverso cui l'uomo dota il mondo di significato, trasformando il mero dato in un oggetto di senso:
"Ogni funzione dello spirito ha la caratteristica di avere in sé un'attività originaria, formativa, e non semplicemente riproduttiva. Essa non esprime in maniera meramente passiva qualcosa che esiste, ma racchiude in sé un'energia autonoma dello spirito, attraverso la quale la semplice esistenza dei fenomeni acquista un significato determinato, un peculiare valore ideale. Ciò vale per l'Arte come per la Scienza, per il Mito come per la Religione. Queste Forme Simboliche vivono in peculiari mondi di immagini nei quali non semplicemente si rispecchia un dato empirico, ma che essi, invece, producono secondo un principio autonomo. Nessuna di queste forme si risolve puramente e semplicemente nell'altra, o si lascia dedurre dall'altra, ma ciascuna di esse designa una concezione dello spirito, e al tempo stesso un aspetto specifico del reale. Esse non sono modi diversi in cui una realtà esistente in sé si riveli allo spirito, ma sono invece le vie che lo spirito segue nel suo oggettivarsi, cioè nel suo manifestarsi."
Abituati da Kant scindere tra 'mente' e 'realtà', non possiamo non chiederci se sia lo spirito dell'uomo a ordinare la realtà dotandola di senso, o se sia la realtà, col suo ordine intrinseco, a offrire allo spirito dell'uomo il senso. È qui, a nostro avviso, che Cassirer non risolve adeguatamente l'ambiguità di fondo.
Le sue Forme Simboliche sono espressioni umane, ma al tempo stesso modi di una peculiare "grammatica" dell'oggettività. Sono, per così dire, le regole attraverso cui ciò che esiste diventa conoscibile e condivisibile. Ma Cassirer non si sofferma a indicare "dove" risiedano queste regole, se nella mente umana o in una dimensione a parte. Resta quindi in ombra il punto decisivo: dove si collocano queste "regole"? A quale dimensione gnoseologica vanno attribuite? Sono determinazioni del pensiero umano, oppure implicano una "sussistenza" che non si lascia ridurre all'atto mentale?
Se l'uomo riconosce che ogni Forma Simbolica è diversa, è perché sta applicando al dato una sua regola classificatoria arbitraria? Oppure la diversità è una qualità essenziale del fenomeno che viene puramente intuita?
"Così come la moderna Filosofia del Linguaggio ha introdotto il concetto di "forma linguistica interiore", analogamente si può affermare vada presupposta e ricercata una "forma interiore" anche per le Forme Simboliche. Questa "forma interiore" è la legge che ne condiziona l'edificazione."
Nel cercare la peculiare legge interna che governa ognuna di esse, Cassirer rende così le forme "oggettive", autonome nei riguardi dell'uomo. Autonome, ovviamente, non perché esistano come "cose" ma perché sussistono come regole vincolanti che non dipendono dall'arbitrio della coscienza individuale.
In questa ricerca, egli non parte da una Deduzione Strutturale, attraverso quel metodo dialettico che conduce Pitagora all'elaborazione del diagramma archetipico, ed Hegel alla sua Fenomenologia. Privo di una chiave formale, Cassirer ritrova invece la "legge interna" di ogni Forma, partendo da un'analisi storica e comparativa:
"Senza dubbio non vi è altro modo per accertarci di questa legge, se non quella di mostrarla nei fenomeni stessi, e di astrarla da essi. Ma proprio questa astrazione dimostra che essa è, necessariamente, l'essenza di ciò che costituisce il contenuto del singolo fenomeno."
Ma l'analisi storica non è sufficiente, aggiungiamo qui: Cassirer, grazie a un atto di intuizione eidetica che passa sullo sfondo quasi inosservata, rileva nei fenomeni culturali una peculiare 'essenza', ossia ciò che rende ciascuna distinta e definibile. Il limite della sua teoria, seppure potente, è astenersi dall'affermare in modo deciso la reale sussistenza delle Forme intuite, anche se la loro autonomia viene spesso rivendicata. Ma in virtù di quale principio Cassirer può asserire l'oggettività delle sue Forme? Per rispondere dobbiamo entrare nel cuore della sua riflessione epistemologica.
La sua opera, Sostanza e Funzione, è antecedente dal punto di vista cronologico, ma più ardita nell'impianto. È qui che il Simbolo, nel solco del pensiero di Heinrich Hertz, si mostra come 'relazione', 'funzione', 'costante'. Qui l'analisi della forma linguistica del pensiero espresso attraverso simboli matematici, diviene parte integrante della critica al pensiero scientifico:
"La Scienza sorge in una forma di riflessione che ha trovato una prima espressione e stabilizzazione nel linguaggio. Tuttavia, pur usando come materiale di base la lingua, essa al tempo stesso necessariamente la trascende. Un nuovo logos, guidato e dominato da un principio diverso da quello del pensiero espresso nel linguaggio, si presenta e si sviluppa in modo sempre più determinato e più autonomo."
In Sostanza e Funzione, il simbolismo della Fisica non è soltanto un "prodotto culturale", ma l'espressione perfetta e compiuta della struttura di Relazioni Formali, mediante la quale la Realtà si costituisce come oggetto conoscibile. Tradotto nel vocabolario pitagorico, nei simboli della Fisica le Forme appaiono come 'vincoli trascendenti' dotati di validità oggettiva. Così Cassirer rimette in discussione la posizione della Filosofia nei confronti della Scienza. La sua è una critica molto radicale, perché sottrae all'Empirismo le vere origini della Fisica Teorica.
Ogni conoscenza, afferma Cassirer, per quanto tesa a cogliere oggetti singolari, tende a subordinare la molteplicità dei fenomeni a leggi onnicomprensive e sintetiche, perché la comprensione risponde a un principio unitario della conoscenza. Ogni legge che la Scienza può determinare non è un dato sensibile tra i dati: la legge è la forma di connessione che rende i dati intelligibili e comparabili. Quando un ricercatore riporta i dati di un esperimento su un foglio di carta è un perfetto scienziato, ma quando, un attimo dopo, prende in mano quel foglio e abbraccia l'insieme dei dati cercando di rintracciare una legge generale di connessione, compie un gesto teorico che la Filosofia può rendere esplicito, perché la sua coscienza corre dalla Singolarità all'Universalità logica, dalla Molteplicità esistente dei Fenomeni all'Unità sussistente della legge che li governa:
"Non appena facciamo un passo al di là della prima osservazione ingenua dei singoli fatti, non appena cerchiamo la connessione e la legge del reale, già stiamo superando i rigorosi limiti che il postulato positivistico ci prescrive."
Lo scienziato, che ne sia conscio o meno, nel rintracciare una legge, costruisce un modello logico e metafisico della realtà, di cui in seguito non avvertirà più la presenza. Il Simbolo gli consente di organizzare e comprendere il Mondo Sensibile in base a una struttura logica oggettiva che trascende il pensiero individuale. Questo ci autorizza a parlare di "sussistenza" delle Forme, rivendicando la presenza di una dimensione autonoma che fatica ad essere inserita nel quadro gnoseologico moderno, pur se continuamente intuita e auspicata dal pensiero idealistico.
Ecco dunque, grazie all'analisi del linguaggio, riapparire all'orizzonte il Mondo Intelligibile. Ecco allora che, grazie al Simbolo, il quarto movimento si rende visibile. Il Simbolo non rinchiude la conoscenza all'interno del Linguaggio, del Segno, ma la apre e la sospinge verso la Forma.
E a una struttura unitaria di forme logiche, Ernst Cassirer continua ad aspirare, spronando la riflessione filosofica a puntare verso tale meta:
"La riflessione filosofica dovrebbe riuscire a trovare un punto di vista che stesse al di sopra di tutte le Forme Simboliche, e tuttavia non si trovasse semplicemente "al di là" di esse. Un punto di vista che permettesse di abbracciare, con un colpo d'occhio, il loro complesso, e che, tuttavia, non tentasse di rendere con questo colpo d'occhio altro che il rapporto puramente immanente che tutte queste Forme hanno tra di loro, e non il rapporto che esse hanno con un "essere" o principio esterno trascendente. Sorgerebbe allora una sistematica Filosofia dello Spirito, nella quale ciascuna Forma particolare acquisterebbe il suo significato solo in virtù della posizione in cui essa si trova, nella quale il contenuto e il significato di essa sarebbero indicati dalla ricchezza e dalla natura specifica dei rapporti e delle implicazioni in cui essa si trova con altre energie spirituali, e, in definitiva, con la loro totalità. L'universalità dello spirito, la sua concreta totalità, si può dire veramente intesa e filosoficamente penetrata solo quando si riesca a dedurla da un unico principio logico. In tal modo, la pura forma della logica è di nuovo elevata a prototipo e modello di ogni forma spirituale."
Come appare chiaro, anche Cassirer sta cercando la "chiave" della Logica Sintetica, e questa propensione traspare dai termini visivi che utilizza continuamente: "punto di vista", "al di sopra", "un solo colpo d'occhio", "posizione", "totalità". E proprio a causa di questa modalità inferenziale spaziale non può non scorgere in Hegel un naturale precursore:
"In Hegel, tale connessione sistematica ci si presenta con perfetta chiarezza. L'esigenza di pensare la totalità dello spirito come concreta totalità, e quindi di non fermarsi al semplice concetto di essa, ma di svilupparlo nella totalità delle sue manifestazioni, è stata affermata da Hegel con acutezza non raggiunta da alcun pensatore prima di lui. La Fenomenologia dello Spirito, cercando di appagare questa esigenza, non fa che preparare alla logica il terreno e la via da percorrere. La molteplicità delle Forme spirituali quali sono presentate dalla Fenomenologia, fa capo a una suprema vetta logica, e in questo suo termine trova la sua compiuta verità e la sua essenza. Per ricca e multiforme che sia nel suo contenuto, essa obbedisce tuttavia nella sua struttura ad una legge unica e in un certo senso uniforme, e cioè alla legge del metodo dialettico che rappresenta il ritmo sempre uguale del movimento proprio dello spirito."
E qui sorge il problema della 'formalizzazione' della Logica Sintetica. Come rappresentare, si chiede Cassirer, questa legge frutto dell'aspirazione idealistica all'unità delle Forme?
"Se si potrà trovare un "medium" attraverso cui ogni Forma passi e si trasformi, e in cui, nonostante ciò, ognuna mantenga la sua particolare natura, il suo carattere specifico, avremo trovato il necessario termine medio per passare dalla Molteplicità alla Totalità delle Forme."
Il passaggio logico dalla Molteplicità all'Unità, e viceversa: questo è Pitagora nella sua più pura essenza. Il medium che Cassirer trova è il Simbolo, ma egli non approfondisce il ruolo del diagramma, unica vera espressione del pensiero spaziale, sinottico e sintetico. In Sostanza e Funzione, si limita ad analizzare il Simbolo in senso algebrico, rimanendo quindi bloccato nell'ambito del pensiero sequenziale e analitico.
A oggi la potente intuizione di Cassirer non ha ancora maturato le sue conseguenze, per cui il movimento di trasformazione della Filosofia, dal punto di vista idealistico, non si è ancora concluso. Termina qui l'esplorazione del quarto movimento.
Nel prossimo video, l'ultimo della tappa Simbolo, trarremo le conclusioni di questa breve fenomenologia della Metafisica, riflettendo sul ruolo della Filosofia nella società moderna. «Al Principio!»