In questo video Elias Artista introduce la quinta tappa del progetto Archilogon, con l'intento di mettere a confronto l'Idealismo Realista di Platone con quello Trascendentale di Kant. La riflessione prende le mosse dal pensiero di Marco Aurelio, che indica la Coscienza Individuale come "frammento" della Coscienza Universale. Tale visione è utile a ricostruire il rapporto formale tra la Parte e il Tutto che anima la Logica Sintetica su cui l'Idealismo si fonda. Elias espone quindi il principio di Implicazione Reciproca, e soprattutto la differenza tra le sub-logiche delle Parti e la super-logica del Tutto. L'Idealismo platonico apre alla possibilità di una “riconfigurazione” logica - una vera e propria "trascendenza" - che sostituisca la prospettiva individuale con quella dell’insieme, dell'Intero, del Tutto.

Archilogon - La chiave della Logica Sintetica. Un progetto di Elias Artista.

Bibliografia

    Opere citate

    Letture integrative

    Trascrizione del video

    Benvenuto, viandante, nella quinta tappa del progetto Archilogon. In questo nuovo capitolo cercheremo di porre in dialogo Platone e Kant, mostrando come le due posizioni idealistiche, sebbene da un lato divergenti, scaturiscano da una matrice comune, ovvero dalla Logica Sintetica che informa entrambe le visioni.

    L’Idealismo si basa, in primo luogo, sul rapporto tra due forme logiche archetipiche, ovvero la Parte e il Tutto. Partiremo da un passo molto famoso, che contiene in sé il nucleo della Logica Sintetica.

    In una delle meditazioni raccolte nei Dialoghi con se stesso Marco Aurelio scrive: “Vive con gli Dèi, chi mostra loro continuamente la propria anima soddisfatta di ciò che le è stato assegnato in sorte, e nel compiere ciò che gli indica il suo Daimon, che Zeus ha dato a ciascuno, quale frammento di sé, come custode e guida. E questo è l’intelletto e la ragione di ciascuno.”

    Marco Aurelio ci presenta qui uno scorcio di dottrina stoica. Lo Stoicismo è la naturale evoluzione dell’Idealismo propugnato dalla prima accademia platonica, con un’attenzione molto più spiccata sull’etica e sulla prassi. In questa meditazione, colui che più di ogni altro ha incarnato la guida dello Stato idealizzata da Platone, ci propone un’idea molto antica.

    Ogni Coscienza Singolare, dice Marco Aurelio, è solo un frammento, un apospasmo della Coscienza Universale incarnata dal Dio supremo. In che modo dovremmo porci, noi moderni, di fronte alla visione idealistica che emerge da questo passo?

    Potremmo ad esempio etichettarla come “poetica”, e quindi giudicarla dal punto di vista estetico, apprezzandone la forma. Oppure potremmo etichettarla come “teologica” e quindi assumere una certa distanza dal contenuto, come si fa con i credo che non ci appartengono. Potremmo però tentare un’altra strada, e cioè cercare di comprendere la logica sottesa, esplorandone le implicazioni.

    Se, al netto della poesia e della Teologia, tentassimo un timido approccio logico, potremmo forse concordare sul fatto che l’esito di questo ragionamento non è che l’ineccepibile conseguenza del rapporto formale istituito tra un intero e le sue parti. Cioè a dire: la somma di tutte le Coscienze Individuali configura un insieme ideale al quale si potrebbe attribuire, senza timore di offendere la ragione, l’etichetta di Coscienza Universale.

    Se questo appare un assunto condivisibile, ciò che invece soffre di scarsa evidenza è l’ulteriore affermazione idealistica contenuta in quel celebre passo di Platone sul Cosmo, ovvero che una Coscienza Individuale, la Parte, sia potenzialmente capace di conformarsi alla Coscienza Universale, il Tutto.

    Idea racchiusa nell’espressione omoiosis theo, che potremmo tradurre con “omologazione a Dio”, ovvero la meta finale della conoscenza platonica. Tale affermazione si fonda infatti sulla fiducia in una “presunta” capacità della mente di trascendere i propri limiti individuali. Se diciamo “presunta”, è perché tale fenomeno non è comprovabile, dal momento che si tratta di un fatto puramente interiore.

    Ma se accettiamo come “ipotesi di lavoro” questa capacità della mente individuale di riconfigurarsi, potremmo cautamente, solo in via esplorativa, passare dal cosa al come, domandando al pensiero idealistico in quali modi una Coscienza Individuale possa affrontare tale riconfigurazione.

    Con “omologazione a Dio” non si intende una trasformazione fisica o un’estensione delle facoltà percettive umane, ma si intende una trasformazione qualitativa nel meccanismo logico, ossia un differente modo di pensare, che produce una differente visione del mondo.

    È questa prospettiva a far dire a Marco Aurelio: “Bisogna che tu accetti di buon grado ciò che ti accade, per due ragioni: in primo luogo perché era a te che doveva accadere, per te era disposto e a te in qualche modo era diretto, intessuto in una trama che risale indietro alle cause più remote. In secondo luogo, perché anche ciò che accade singolarmente a ciascuno contribuisce alla perfetta integrità di Zeus, che governa l’universo. Se tu ne recidi una Parte, sia pure la più insignificante, il Tutto perde l’integrità, la connessione, e la continuità con le altre Parti.”

    Cerchiamo di enucleare gli elementi formali che costituiscono i fondamenti della prospettiva di Marco Aurelio. Innanzitutto, dal punto di vista puramente logico, il Tutto implica la Parte, e al tempo stesso la Parte implica il Tutto. E questa doppia implicazione costituisce il primo fondamentale assioma della Logica Sintetica che anima la visione idealistica.

    Che relazione esiste tra i due elementi di questa polarità? Nel caso del rapporto tra la Coscienza Individuale e la Coscienza Universale, è facilmente intuibile che la sub-logica della Coscienza come Parte debba essere necessariamente diversa dalla super-logica della Coscienza come Tutto.

    La Parte, infatti, per salvaguardare se stessa in quanto Parte, deve fare in modo di permanere scissa dal Tutto, o verrebbe riassorbita nell’intero, perdendo le caratteristiche che la definiscono appunto come Parte. Di fatto, la nascita di un essere dotato di coscienza, ovvero la sua entrata in manifestazione, ossia in atto, significa il “distacco” di un frammento che risiedeva, in forma puramente potenziale, in quell’insieme che abbiamo chiamato Coscienza Universale.

    Il successivo “riassorbimento” di una Coscienza Individuale nella Coscienza Universale avverrebbe inderogabilmente alla morte fisica. Tuttavia, se una Coscienza Individuale aspirasse ad essere riassorbita nella Coscienza Universale mentre è ancora in vita, l’unico modo sarebbe quello di rimodellare i propri nessi logici, smettendo di ragionare come Parte e iniziando a immaginare se stessa come Tutto.

    In quale modo è possibile affrontare questa riconfigurazione logica? Gli approcci possibili sono due: uno mistico e uno filosofico. La letteratura mistica suggerisce che è possibile ottenere uno stato di “suprema indifferenza” nei confronti del proprio ego, sospendendo le normali funzioni della mente, tese a salvaguardarci come individui, quelle che contribuiscono alla formazione di una sub-logica di Parte.

    Tuttavia, noi qui non ci soffermeremo su questo approccio mistico improntato al pragmatismo, perché intendiamo esplorare l’ipotesi dal punto di vista puramente filosofico.

    Il primo passo per chi aspira alla riconfigurazione logica è ovviamente comprendere come funzioni il meccanismo della super-logica, che è estraneo ad ogni Coscienza Individuale. La caratteristica fondamentale della super-logica del Tutto, puramente formale, è quella di contenere in sé, necessariamente, tutte le sub-logiche delle Parti che la compongono, che possono essere tra loro contraddittorie.

    La caratteristica distintiva dell’Insieme è cioè quella di rendere “indistinte” le Parti che sono tra distinte per contraddizione dal momento che è proprio questa distinzione a renderle, appunto, Parti. Questa diventa la chiave per “trascendere” i limiti della mente individuale, e cioè la conciliazione di ciò che, dal limitato punto di vista della Parte, appare inconciliabile.

    Se una Coscienza Individuale sia mai riuscita per davvero in questa impresa, è una risposta che lasciamo alla letteratura, perché a noi interessa esplorare qui la mera possibilità logica.

    Come vedremo meglio in seguito, la sub-logica della Parte è binaria e scompositiva, poiché la binarietà è il principio della scissione della Parte dal Tutto, mentre la super-logica del Tutto è invece ternaria e compositiva, perché il dualismo Tutto/Parte è tenuto insieme da un’unità che è superiore ad entrambe le parti considerate separatamente.

    Il superamento della binarietà è ovviamente condizionato, in via preliminare, dal rilevamento di una Relazione di Opposizione, e questo è il motivo per cui i filosofi che, sin da tempi antichissimi, hanno indagato la super-logica del Tutto, hanno posto a fondamento della propria dottrina il metodo dialettico, che consiste nel rilevare Relazioni di Opposizione ovunque esse sussistano.

    La Relazione, che nel nostro diagramma è rappresentata dalla linea verticale, è infatti quell’elemento che tiene congiunte e allo stesso tempo disgiunte la Tesi e la sua Antitesi. La Relazione di Opposizione dialettica è, di fatto, l’elemento congiuntivo e disgiuntivo della Logica Sintetica.

    Ne parleremo in modo approfondito nella tappa intitolata Dialettica.

    Ovvia conseguenza della capacità contenitiva e conciliativa dell’Insieme, dell’Intero, del Tutto, è che la super-logica della Coscienza Universale trascende necessariamente il pensiero soggettivo, prodotto cioè da una mente individuale, e si qualifica, proprio per la proprietà d’essere universale, come Pensiero Oggettivo, perché somma totale delle Parti, limite oltre il quale non è possibile spingersi, dal momento che il Tutto è, di fatto, il limite estremo.

    Questa è l’indispensabile premessa formale per comprendere l’Idealismo, che, lo riassumiamo in una frase quanto più sintetica possibile, esplora le conseguenze logiche prodotte dal rapporto dinamico tra la Parte attuale e il Tutto potenziale.

    La Speculazione, che è il metodo inferenziale caratteristico dell’Idealismo, è un processo del pensiero in due momenti: uno creativo, l’altro logico. Esso consiste innanzitutto in un’ipotesi di connessione necessaria tra Forme. In un secondo momento, tale ipotesi viene sottoposta a verifica logica, allo scopo di capire se le Relazioni immaginate tra le Forme siano davvero necessarie.

    La Speculazione parte dal concetto più vasto possibile, cioè dal Tutto, e cerca di ritrovarvi gli elementi interni, le sue Parti costitutive. Il metodo di scomposizione logica di un Intero viene definito “dialettico”, perché incardinato sulla Relazione di Opposizione che ogni affermazione, o Tesi, intesse con la sua negazione, o Antitesi.

    Dal momento che questa super-logica del Tutto, puramente ideale, non è facile né da comprendere né da assimilare, a causa della strabordante evidenza su cui si fondano le sub-logiche delle Parti, lineari e prive di contraddizioni, tale prospettiva è stata posta al margine del discorso razionale. Questo perché la sua codifica formale appare da sempre un’impresa “disperata”.

    Inoltre, indagare la Coscienza Universale significa “trascendere” la dimensione sensibile per avventurarsi in una dimensione, quella delle Forme pure, che esorbita dai tre ambiti gnoseologici ammessi dalla modernità. In breve, significa fare nuovamente i conti con il concetto di trascendenza dismesso da Kant tre secoli fa.

    Se ci sentiamo qui in diritto di riattualizzare il problema della “trascendenza”, è perché esso è stato mal compreso e mal trasmesso. Cosicché ci sentiamo di affermare che Kant non ha delegittimato la Metafisica pitagorico-platonica, ma ha portato allo scoperto l’incongruenza logica di tutte le pseudo-metafisiche successive.

    Nei prossimi video proveremo a raccontare questo delicato punto di snodo. «Al Principio!»

    Archilogon - La Chiave della Logica Sintetica