In questo video, Elias Artista introduce il tema del lessico filosofico come problema strutturale: termini come 'Intuizione', 'Ragione' e 'Intelletto' cambiano significato a seconda delle tradizioni e delle traduzioni, generando un'ambiguità che rende instabile un reale confronto tra Kant e Platone. Per chiarire le funzioni del pensiero, Elias pone a fondamento le Relazioni Formali rinvenibili nel Platonismo (e adottate dall'Archilogon), e ricostruisce la doppia opposizione tra Sensibilità e Intuizione, e tra Ragione e Intelletto, chiamando in causa Nicola Cusano e la distinzione tra 'Ratio' e 'Intellectus'. Mostra poi come nella filosofia successiva il rapporto Concetto/Segno tra le due facoltà sia stato rovesciato semanticamente. La soluzione proposta dall’Archilogon è dunque il diagramma: una struttura stabile di Forme che permette di “scavalcare” il Segno erroneamente cristallizzato, assegnando ai Concetti una posizione stabile e coerente con la funzione espressa.

Archilogon - La chiave della Logica Sintetica. Un progetto di Elias Artista.

Bibliografia

    Opere citate

    Letture integrative

    Trascrizione del video

    Nel gettare le fondamenta del suo edificio metafisico, nella Critica del Giudizio, Kant utilizza l’immagine di un profondo scavo critico e di un’opera di semplificazione:

    “Se sotto il nome generale di ‘Metafisica’ un sistema potrà essere completato, e deve essere fatto, poiché è importantissimo per l’uso della Ragione, bisogna che prima la critica abbia esplorato il terreno per questo edificio tanto profondamente da scoprire i fondamenti dei principi indipendenti dall’esperienza. Questo perché esso non crolli da qualche parte, la qual cosa porterebbe inevitabilmente alla rovina del tutto.”

    Kant parla di “principi indipendenti dall’esperienza”, e cioè dei suoi a-priori, e di Metafisica come del “sistema della Ragione”. Questo non può non suscitare la domanda su cosa intenda utilizzando il termine Ragione, poiché esso è del tutto privo di evidenza, e si trascina dietro significati e riferimenti che la tradizione ha codificato in modi diversi.

    Per affrontare il rapporto tra Kant e Platone, infatti, è indispensabile chiarire alcuni termini che hanno subito un processo di rimodellamento, perché la loro ambiguità semantica crea numerosi problemi. Se escludiamo la facoltà della Sensibilità, che è l’unica a godere di una certa evidenza, Intuizione, Ragione e Intelletto sono il paradigma di come alcuni termini mutino a seconda di chi invia il messaggio e di chi lo riceve.

    Questi termini, infatti, non poggiando su evidenze, possono indebitamente sovrapporsi, complicando enormemente il discorso filosofico. La tradizione platonica propone una doppia contrapposizione: Sensibilità contrapposta a Intuizione, e Ragione contrapposta a Intelletto. Le qualità formali di queste facoltà derivano dal rapporto possibile tra l’Unità e la Molteplicità.

    Prendiamo la prima contrapposizione. Mentre la Sensibilità è una facoltà che ci permette di conoscere attraverso la mediazione dei nostri sensi, e quindi i suoi oggetti sono stimoli fenomenici e singolari, viceversa l’Intuizione è un tipo di cognizione non mediata dai sensi, puramente mentale, di quelle Forme pure e universali, fatte di Spazio, di Tempo, e di reciproche Relazioni, grazie alle quali il pensiero può inquadrare i suoi oggetti di conoscenza e collocarli in una struttura unitaria.

    Abbiamo quindi, ben distinte e contrapposte, da una parte la percezione sensibile dei Fenomeni, e dall’altra l’intuizione delle Forme.

    Per quanto riguarda invece la seconda contrapposizione, ovvero quella tra Ragione e Intelletto, la faccenda è più complessa, a causa delle fluttuazioni semantiche dei due termini, e per chiarirla saremo costretti a chiamare in causa Nicola Cusano. Nella terminologia del sistema platonico di Cusano, l’Intelletto, in latino Intellectus, è considerato superiore alla Ragione, in latino Ratio, e rappresenterebbe una facoltà presente nell’uomo che lui definisce di natura “divina”:

    “Nella funzione dell’Intelletto sono implicati quegli Opposti che nella funzione della Ragione sono incompatibili. Ad esempio, secondo il punto di vista della Ragione, il Moto si oppone alla Quiete, ed è incompatibile con essa; al contrario, invece, nell’Intelletto il Moto e la Quiete non si eliminano a vicenda, ma sono complementari.”

    A differenza della Ragione, che Cusano ritiene fondata sul principio di Non-Contraddizione, l’Intelletto riuscirebbe a cogliere la radice comune di ciò che appare contraddittorio, rendendo il molteplice unitario tramite quella Coincidenza degli Opposti, che è il paradigma della logica divina, ovvero, nei nostri termini, la super-logica del Tutto.

    Cusano attribuisce dunque alla sua Ragione una funzione analitica e binaria, mentre al suo Intelletto una funzione sintetica e ternaria. La tradizione a cui si rifà Cusano parrebbe corretta dal punto di vista etimologico: il termine Ratio, “scomposizione”, esprime una funzione disgiuntiva, principio della Molteplicità e quindi dell’analisi; al contrario Intellectus, dal verbo intelligere, ossia “raccogliere in un insieme”, è la funzione del pensiero che cerca l’unità del molteplice, ed esprime quindi una funzione sintetica.

    Ma a partire dalla Filosofia tedesca del Settecento, assistiamo a un capovolgimento semantico causato da una traduzione impropria. Kant assegna infatti una funzione analitica a ciò che in più lingue è stato tradotto come Intelletto, Verstand, mentre assegna una funzione sintetica a ciò che è stato tradotto come Ragione, Vernunft.

    Così, questa inversione semantica ci costringe a “forzare” il tradizionale rapporto tra Concetto e Segno che ha ingenerato confusione, e a rivendicare il ruolo del diagramma come soluzione geometrica al problema lessicale. Per noi ciò che fonda l’opposizione concettuale sarà l’opposizione formale e dialettica tra due processi: uno a matrice binaria e scompositiva, l’altro a matrice ternaria e compositiva.

    Se vogliamo attenerci alla terminologia settecentesca, diremo dunque che l’Intelletto opera attraverso i principi di Identità e Non-Contraddizione, cardini della logica aristotelica binaria. La Ragione invece si proietta oltre i limiti dell’Intelletto, arrivando a conciliare le opposizioni tramite quel principio sintetico e ternario che è al centro della nostra indagine.

    Questa proprietà sintetica e ternaria assegnata alla Ragione verrà ufficializzata da Hegel, che arriverà a relegare l’Intelletto in un ruolo subordinato. Verrà così tradotto nella Scienza della Logica:

    “L’intelletto determina e tiene ferme le determinazioni. La Ragione è negativa e dialettica, perché risolve in nulla le determinazioni dell’Intelletto.”

    La lingua italiana corrente sembra aver mantenuto l’errore settecentesco contenuto nelle prime traduzioni, tanto che l’aggettivo ragionevole indica un individuo disposto alla conciliazione, e quindi alla sintesi, mentre con intellettuale si intende per lo più chi ragiona analiticamente.

    Per superare questa ambiguità, che non è di poco conto, perché è capace di rendere scivolosa e ingannevole ogni analisi, nel diagramma archilogico le facoltà conoscitive umane sono disposte in base a precise Opposizioni Formali. Quale che sia la terminologia, dobbiamo sempre tener presente che è la posizione all’interno del diagramma a determinare il significato di qualsiasi termine.

    Lo strumento che utilizziamo, il diagramma, illumina infatti il legame tra Concetto e Segno grazie alla sua collocazione in una struttura di forme dotata di stabilità. Nel caso in questione, noi assegniamo la proprietà disgiuntiva e analitica a destra, e quella congiuntiva e sintetica a sinistra, e per quanto riguarda i termini, ci atteniamo alla tradizione dell’Idealismo tedesco.

    Stabiliti questi assi portanti del sistema dell’Archilogon, possiamo dire che l’asse verticale del nostro diagramma è in un certo senso “passivo”: Intuizione e Sensibilità accolgono il dato, cioè qualcosa che sussiste indipendentemente dal soggetto, ovvero Forme metafisiche e Fenomeni fisici. L’asse orizzontale è invece attivo o elaborativo: Ragione e Intelletto, rispettivamente, compongono e scompongono quei dati trasformandoli in Concetti e Segni.

    Naturalmente sia l’Intelletto che la Ragione possiedono la libertà di operare su Concetti e Segni in direzioni opposte, a seconda che si adoperino tali facoltà rivolgendole alla dimensione Sensibile o a quella Intelligibile. E questa libertà, come suggerisce Platone in un passo del Timeo, è alla radice di errori e travisamenti.

    La distinzione tra le funzioni scompositiva e compositiva del pensiero non è un mero aspetto tecnico. Di fatto, Intelletto e Ragione, come vedremo lungo il corso del nostro racconto, sono alla base delle due logiche opposte e complementari: la Logica Analitica e la Logica Sintetica, che ci siamo qui proposti di formalizzare.

    Nel prossimo video ci concentreremo sullo spostamento effettuato da Kant della facoltà dell’Intuizione all’interno della dimensione Sensibile. «Al Principio!»

    Archilogon - La Chiave della Logica Sintetica