In questo video, Elias Artista introduce il tema del lessico filosofico come problema strutturale: termini come 'Intuizione', 'Ragione' e 'Intelletto' cambiano significato a seconda delle tradizioni e delle traduzioni, generando un'ambiguità che rende instabile un reale confronto tra Kant e Platone. Per chiarire le funzioni del pensiero, Elias pone a fondamento le Relazioni Formali rinvenibili nel Platonismo (e adottate dall'Archilogon), e ricostruisce la doppia opposizione tra Sensibilità e Intuizione, e tra Ragione e Intelletto, chiamando in causa Nicola Cusano e la distinzione tra 'Ratio' e 'Intellectus'. Mostra poi come nella filosofia successiva il rapporto Concetto/Segno tra le due facoltà sia stato rovesciato semanticamente. La soluzione proposta dall’Archilogon è dunque il diagramma: una struttura stabile di Forme che permette di “scavalcare” il Segno erroneamente cristallizzato, assegnando ai Concetti una posizione stabile e coerente con la funzione espressa.
Archilogon - La chiave della Logica Sintetica. Un progetto di Elias Artista.
Bibliografia
Opere citate
- Immanuel Kant, Le Tre Critiche, Mondadori, Milano, 2008, pp. 914-915 (Critica del Giudizio).
- Nicola Cusano, De Coniecturis, I 6, 23.
- Georg W. F. Hegel, La Scienza della Logica, Laterza, Bari, 1925, p. 5 (Prefazione alla Prima Edizione).
- Platone, Timeo, 37b-c.
Letture integrative
- Platone, Parmenide.
Trascrizione del video
Nel gettare le fondamenta del suo edificio metafisico, nella Critica del Giudizio, Kant utilizza l’immagine di un profondo scavo critico e di un’opera di semplificazione:
“Se sotto il nome generale di ‘Metafisica’ un sistema potrà essere completato, e deve essere fatto, poiché è importantissimo per l’uso della Ragione, bisogna che prima la critica abbia esplorato il terreno per questo edificio tanto profondamente da scoprire i fondamenti dei principi indipendenti dall’esperienza. Questo perché esso non crolli da qualche parte, la qual cosa porterebbe inevitabilmente alla rovina del tutto.”
Kant parla di “principi indipendenti dall’esperienza”, e cioè dei suoi a-priori, e di Metafisica come del “sistema della Ragione”. Questo non può non suscitare la domanda su cosa intenda utilizzando il termine Ragione, poiché esso è del tutto privo di evidenza, e si trascina dietro significati e riferimenti che la tradizione ha codificato in modi diversi.
Per affrontare il rapporto tra Kant e Platone, infatti, è indispensabile chiarire alcuni termini che hanno subito un processo di rimodellamento, perché la loro ambiguità semantica crea numerosi problemi. Se escludiamo la facoltà della Sensibilità, che è l’unica a godere di una certa evidenza, Intuizione, Ragione e Intelletto sono il paradigma di come alcuni termini mutino a seconda di chi invia il messaggio e di chi lo riceve.
Questi termini, infatti, non poggiando su evidenze, possono indebitamente sovrapporsi, complicando enormemente il discorso filosofico. La tradizione platonica propone una doppia contrapposizione: Sensibilità contrapposta a Intuizione, e Ragione contrapposta a Intelletto. Le qualità formali di queste facoltà derivano dal rapporto possibile tra l’Unità e la Molteplicità.
Prendiamo la prima contrapposizione. Mentre la Sensibilità è una facoltà che ci permette di conoscere attraverso la mediazione dei nostri sensi, e quindi i suoi oggetti sono stimoli fenomenici e singolari, viceversa l’Intuizione è un tipo di cognizione non mediata dai sensi, puramente mentale, di quelle Forme pure e universali, fatte di Spazio, di Tempo, e di reciproche Relazioni, grazie alle quali il pensiero può inquadrare i suoi oggetti di conoscenza e collocarli in una struttura unitaria.
Abbiamo quindi, ben distinte e contrapposte, da una parte la percezione sensibile dei Fenomeni, e dall’altra l’intuizione delle Forme.
Per quanto riguarda invece la seconda contrapposizione, ovvero quella tra Ragione e Intelletto, la faccenda è più complessa, a causa delle fluttuazioni semantiche dei due termini, e per chiarirla saremo costretti a chiamare in causa Nicola Cusano. Nella terminologia del sistema platonico di Cusano, l’Intelletto, in latino Intellectus, è considerato superiore alla Ragione, in latino Ratio, e rappresenterebbe una facoltà presente nell’uomo che lui definisce di natura “divina”:
“Nella funzione dell’Intelletto sono implicati quegli Opposti che nella funzione della Ragione sono incompatibili. Ad esempio, secondo il punto di vista della Ragione, il Moto si oppone alla Quiete, ed è incompatibile con essa; al contrario, invece, nell’Intelletto il Moto e la Quiete non si eliminano a vicenda, ma sono complementari.”
A differenza della Ragione, che Cusano ritiene fondata sul principio di Non-Contraddizione, l’Intelletto riuscirebbe a cogliere la radice comune di ciò che appare contraddittorio, rendendo il molteplice unitario tramite quella Coincidenza degli Opposti, che è il paradigma della logica divina, ovvero, nei nostri termini, la super-logica del Tutto.
Cusano attribuisce dunque alla sua Ragione una funzione analitica e binaria, mentre al suo Intelletto una funzione sintetica e ternaria. La tradizione a cui si rifà Cusano parrebbe corretta dal punto di vista etimologico: il termine Ratio, “scomposizione”, esprime una funzione disgiuntiva, principio della Molteplicità e quindi dell’analisi; al contrario Intellectus, dal verbo intelligere, ossia “raccogliere in un insieme”, è la funzione del pensiero che cerca l’unità del molteplice, ed esprime quindi una funzione sintetica.
Ma a partire dalla Filosofia tedesca del Settecento, assistiamo a un capovolgimento semantico causato da una traduzione impropria. Kant assegna infatti una funzione analitica a ciò che in più lingue è stato tradotto come Intelletto, Verstand, mentre assegna una funzione sintetica a ciò che è stato tradotto come Ragione, Vernunft.
Così, questa inversione semantica ci costringe a “forzare” il tradizionale rapporto tra Concetto e Segno che ha ingenerato confusione, e a rivendicare il ruolo del diagramma come soluzione geometrica al problema lessicale. Per noi ciò che fonda l’opposizione concettuale sarà l’opposizione formale e dialettica tra due processi: uno a matrice binaria e scompositiva, l’altro a matrice ternaria e compositiva.
Se vogliamo attenerci alla terminologia settecentesca, diremo dunque che l’Intelletto opera attraverso i principi di Identità e Non-Contraddizione, cardini della logica aristotelica binaria. La Ragione invece si proietta oltre i limiti dell’Intelletto, arrivando a conciliare le opposizioni tramite quel principio sintetico e ternario che è al centro della nostra indagine.
Questa proprietà sintetica e ternaria assegnata alla Ragione verrà ufficializzata da Hegel, che arriverà a relegare l’Intelletto in un ruolo subordinato. Verrà così tradotto nella Scienza della Logica:
“L’intelletto determina e tiene ferme le determinazioni. La Ragione è negativa e dialettica, perché risolve in nulla le determinazioni dell’Intelletto.”
La lingua italiana corrente sembra aver mantenuto l’errore settecentesco contenuto nelle prime traduzioni, tanto che l’aggettivo ragionevole indica un individuo disposto alla conciliazione, e quindi alla sintesi, mentre con intellettuale si intende per lo più chi ragiona analiticamente.
Per superare questa ambiguità, che non è di poco conto, perché è capace di rendere scivolosa e ingannevole ogni analisi, nel diagramma archilogico le facoltà conoscitive umane sono disposte in base a precise Opposizioni Formali. Quale che sia la terminologia, dobbiamo sempre tener presente che è la posizione all’interno del diagramma a determinare il significato di qualsiasi termine.
Lo strumento che utilizziamo, il diagramma, illumina infatti il legame tra Concetto e Segno grazie alla sua collocazione in una struttura di forme dotata di stabilità. Nel caso in questione, noi assegniamo la proprietà disgiuntiva e analitica a destra, e quella congiuntiva e sintetica a sinistra, e per quanto riguarda i termini, ci atteniamo alla tradizione dell’Idealismo tedesco.
Stabiliti questi assi portanti del sistema dell’Archilogon, possiamo dire che l’asse verticale del nostro diagramma è in un certo senso “passivo”: Intuizione e Sensibilità accolgono il dato, cioè qualcosa che sussiste indipendentemente dal soggetto, ovvero Forme metafisiche e Fenomeni fisici. L’asse orizzontale è invece attivo o elaborativo: Ragione e Intelletto, rispettivamente, compongono e scompongono quei dati trasformandoli in Concetti e Segni.
Naturalmente sia l’Intelletto che la Ragione possiedono la libertà di operare su Concetti e Segni in direzioni opposte, a seconda che si adoperino tali facoltà rivolgendole alla dimensione Sensibile o a quella Intelligibile. E questa libertà, come suggerisce Platone in un passo del Timeo, è alla radice di errori e travisamenti.
La distinzione tra le funzioni scompositiva e compositiva del pensiero non è un mero aspetto tecnico. Di fatto, Intelletto e Ragione, come vedremo lungo il corso del nostro racconto, sono alla base delle due logiche opposte e complementari: la Logica Analitica e la Logica Sintetica, che ci siamo qui proposti di formalizzare.
Nel prossimo video ci concentreremo sullo spostamento effettuato da Kant della facoltà dell’Intuizione all’interno della dimensione Sensibile. «Al Principio!»